Indietro                                                                                                                                                                                Home page

 

Lavoratori extracomunitari in Italia.

Chi avesse avuto la ventura  o  sventura di imbattersi  (  per le criticità burocratiche , a seconda delle diverse opinioni ) nell’assunzione di un cittadino extracomunitario non ha potuto far altro che verificare di persona  quanto sia tortuoso e difficile l’iter applicativo della normativa in questione  , anche ( o soprattutto) dopo il remake della Bossi-Fini.

Per motivi di praticità solleviamo il lettore dalla procedura di assunzione ex novo di un cittadino extracomunitario che si trova nel suo paese d’origine e che deve essere chiamato nei limiti di contingentamenti ( sempre più incomprensibili)  da un potenziale datore di lavoro in Italia.

Parliamo soprattutto , da attori che ogni giorno sono in prima linea nel mercato del lavoro, di lavoratori che sono in Italia con regolare permesso di soggiorno o con istanza di rinnovo dello stesso .

Questi lavoratori possono instaurare , sulla scorta della regolarità del detto permesso di soggiorno , normali rapporti lavoro con Imprese, agenzie per il Lavoro , privati datori di lavoro ( famiglie o altro) . Almeno ciò era così fino a pochi mesi or sono. 

Se leggiamo con attenzione le note informative riportate nelle apposite sezioni ministeriali di  www.interno.it  e www.welfare.gov.it sull’argomento ci imbattiamo in un marea di informazioni e di modulistica che il comune datore di lavoro , afflitto dalla carenza di manodopera , ha dapprima   un  moto di annichilimento  e poi  un sentimento di rabbia.

Infatti , parlando del caso di che trattasi , lavoratore già presente in Italia , leggiamo che dobbiamo fare , prima dell’assunzione o contestualmente il c.d. contratto di soggiorno .

Ovvero , udite udite, non esiste più per tali lavoratori la normale lettera di assunzione controfirmata dalle parti ai fini contrattuali , bensì  un orpello burocratico denominato come detto contratto di soggiorno che è un fritto misto di contratto privatistico-pubblicistico. Ci riferiamo per l’appunto ai modelli contratto di soggiorno modello Q o modello R , tra gli altri , scaricabili dai citati  siti del Ministero del Lavoro o dell’Interno.

Modelli , tra l’altro , veicolati per internet , per circolari , ma non per decreti legge o atti aventi forza e requisito di legge ( ma questa è un’inezia…) .

Ma veniamo al dunque : perché tanto astio nei confronti di tali novità burocratiche .

Non v’è chi non veda che larga parte di lavori sono svolti da cittadini non appartenenti alla UE : in particolare in alcuni settori privati , quali la Sanità  o le Sale Bingo o le Pulizie, detto personale è al 40-50 % extra UE.

Vi sono Agenzie per il lavoro che dichiarano che nei propri organici somministrati i lavoratori extra UE sono stabilmente  il 30 %.

Nei contratti di soggiorno per lavoro  i datori di lavoro ( tutti )  devono verificare la regolarità del permesso di soggiorno , l’idoneità o sussistenza delle caratteristiche igienico-sanitarie dell’alloggio abitato dal cittadino extra UE , sobbarcarsi il ristoro delle spese di rimpatrio .

Se il datore di lavoro non è attento e ligio a questo nuovo ruolo di poliziotto-ispettore ASL soggiacerebbe  a pesanti sanzioni penali ed amministrative.

Questo è un bel modo , ad avviso di chi scrive, di scoraggiare comportamenti virtuosi con evidenti conseguenze sull’occupabilità regolare o emersa ; infatti sono tanti i datori di lavoro che non se la sentono di accollarsi responsabilità che non avvertono proprie in base al codice civile .

Staremo a vedere .

 

Michele Regina

Direttore del Personale Tempor-Agenzia per il Lavoro

michele. regina@tempor.it